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October 31
Il popolo dei Celti, che viveva in Irlanda, alla fine di ottobre celebrava l'arrivo dell'inverno con una festa chiamata "All Hallow even", cioè la vigilia di tutti i Santi.

Si accendevano fuochi attorno ai quali tutti danzavano, indossando maschere per spaventare le streghe.
  In ricordo di quell'antica festa, ancora oggi si festeggia Halloween la notte del 31 ottobre; in questa notte i bambini solitamente si mascherano e bussano alle porte delle case, dicendo: "Trick or treat", cioè "dolcetto o scherzetto".

Chi apre la porta offre loro biscotti e caramelle. Il giorno dopo Halloween è Ognissanti, cioè la festa di tutti i Santi. Simbolo di Halloween sono le zucche con dentro una candela: la loro luce serve a tenere lontani gli spiriti della notte.
October 30
le persone....
vedo sempre di piùche affogano nella massa...
si confondono nel gregge...
tutte uguali...nessuna dfferenza...
nessuna col coraggio di alzare la testa ed allontanarsi dal gregge...
nessuno capace di difendere i propri pensieri...
e qnd qualcuno lo fa...
viene etichettato...viene emarginato...e preso in giro...
perchè questo lui è diverso...
ma sapete cosa vi dico?
io sono contenta di essere deversa...
sono contenta di essere presa in giro...
sono contenta di essere odiata da persone insulse e prive di un proprio volere
e sapete perchè?
mi odiano...mi parlano dietro e mi vorrebbero cm loro...
perchè in me vedono qualcosa che loro non saranno mai...
October 29 sono distrutta...
sono fiacca...sarà perchè mi sto dissanguando...
non lo so...so solo che non ho più la forza...
questi tre giorni di trekking mi hanno davvero stremata..
e non per la gran camminata che abbiamo fatto...
ma per aver dovuto subire cattiverie gratuite da 2 sfigati che non sanno che cazzo fare...e che si divertono cn qst cazzate...manco fossi all'asilo...ma che cazzo me ne frega...tanto io lo so...tutti...alla fine...hanno un conto da pagare e suppongo che il loro sarà partivcolarmente salato..
.sfigatisfigatisfigati...
cmq ora basta...di parole ne ho sprecate abbastanza...però qualcosa di buono c'è stato..
scoperto che la fra è una ragazza dolcissima...e semplice...e qst mi ha stupita...e sono contenta...
ora però l'unica cosa che posso dire...è che lui...mi manca tanto....uffaaaaaaaa....
Garantisco che per noi ci saranno tempi duri...
garantisco che uno di noi o tutti e due alla fine si stancherà...
ma garantisco anche che se non ti chiederò di essere mio per sempre ,
lo rimpiangerò per tutta la vita,
perchè sento,nel più profondo del mio cuore...
che sei l'unico per me...
_oO°ZaNzA14iNlOvE°Oo_ October 28
buongiorno o voi persone vive...........
la notte dei morti si avvicina.................................................
e chissà quali sorprese porterà con se....................................................................
       
Non faceva affatto freddo, quella notte. Eppure la giornata era stata rigida, sembrava di essere tutto d’un tratto entrati in pieno inverno, a dispetto del calendario. Anche le previsioni meteorologiche avevano detto che su tutto il paese era in arrivo una perturbazione che avrebbe portato temperature molto al di sotto della media stagionale. E invece, dannazione, quella sera la temperatura cambiò bruscamente. Mi ero messo il piumino pesante, quello che usavo la notte di Capodanno per andare a sparare i botti con gli amici, e avevo caldo. La verità è che le stagioni non sono più quelle di una volta.Prima guardavi il calendario, era autunno, e faceva un tempo autunnale, se era inverno dovevi coprirti bene, e l’estate faceva caldo. Ditemi voi se adesso è lo stesso. Forse sono io che non riesco ad adattarmi, ma ormai non ci si può regolare. Un giorno è inverno e il giorno dopo c’è un sole che spacca le pietre, e magari tutto questo succede a dicembre. O addirittura, come quella sera, la temperatura cambia da un minuto all’altro. E se il freddo della giornata era stato innaturale, altrettanto lo era il caldo di quella sera. Senza il calendario a portata di mano non sarebbe stato possibile neanche tirare a indovinare quale stagione fosse, figuriamoci il giorno esatto. Per fortuna, a confortarmi nel caso avessi avuto un vuoto di memoria, c’era il calendario dell’orologio della macchina. Era la sera del 1 novembre. Uscii di casa poco dopo le undici e quaranta. Dovevo fare il turno di notte nel palazzo in cui lavoravo come custode, e avrei dovuto prendere servizio di lì a un’ora. Mi piace guidare di notte.Appena entrato in macchina, mi resi conto una volta di più che avevo fatto male a dar retta alle previsioni, e che con il piumino addosso avrei fatto una sauna. Non mi andava di fermarmi subito per togliermelo, così smanettai un po’ con la manopola del condizionamento per regolare la temperatura, ma il climatizzatore non diede segni di vita. Non era la prima volta che mi succedeva, perciò non ci feci caso, e mi limitai a ripetere per l’ennesima volta che alla prima occasione avrei cambiato quello scassone di macchina. La strada era vuota, sia di pedoni che di altre auto. C’è tanta gente superstiziosa che preferisce non andare in giro la notte dei Morti. Improvvisamente mi tornò alla memoria un giorno di una trentina di anni prima. Avevo forse dodici o tredici anni, e anche allora era la notte fra l’1 e il 2 novembre. Non solo, ma anche quella notte il termometro sembrava impazzito e faceva caldo come in estate. Insieme ad un paio di amici, ci eravamo messi in testa di passare la notte dei Morti in maniera diversa dal solito, così avevamo detto ai nostri rispettivi genitori che saremmo andati a dormire da uno di noi, che a sua volta aveva casa libera perché i suoi erano fuori città. Oggi la moda di Hallowen si è diffusa anche da noi, ma a quell’epoca ne sapevamo poco. Sapevamo solo che in America, la notte di Ognissanti i bambini si vestivano come a carnevale e andavano in giro a bussare alle porte. Noi ci limitammo a prendere spunto da questo, perché quello che volevamo fare era diverso. Abitavamo non lontano dal cimitero, e la nostra idea era quella di andare in giro con dei lenzuoli, o con le facce dipinte di bianco, come dei fantasmi, per spaventare i malcapitati che si trovavano a passare. Era un sabato sera, quindi non avevamo il problema di doverci alzare presto la mattina dopo. Coincidenza singolare, a cui feci caso solo guardando il display dell’orologio, anche quella sera era un sabato. Altra coincidenza, il palazzo in cui dovevo andare a lavorare era vicino al cimitero, anche se era stato costruito di recente. Il tragitto cominciava ad essere noioso, perciò scelsi un cd da quelli che tenevo in macchina e lo inserii nell’apposita fessura dello stereo. Immediatamente le note di un pezzo dei REM riempirono l’abitacolo. Poi sentii uno scatto. L’orologio del cruscotto adesso segnava tre zeri, e annunciava che era domenica. Era il 2 novembre. Nello stesso momento, lo stereo smise di suonare, il lettore cd si spense e sputò fuori il cd. Ci soffiai sopra e lo inserii di nuovo. Schiacciai Play, ma il cd uscì di nuovo fuori. Scelsi un cd di Michael Jackson e lo inserii nello stereo. Stessa storia. Presi dal mucchio un altro cd e lo inserii. Niente. Evidentemente la macchina non era l’unica cosa da buttare. Aprii il cassetto portaoggetti e scelsi una delle cassette che avevo lì. Ne scelsi una degli Aerosmith e la inserii nell’autoradio. Solo dopo due minuti mi resi conto che ancora non aveva emesso alcun suono. Mandai avanti veloce, ma era come se avessi inserito una cassetta vergine. Semplice, pensai, a forza di stare lì dentro si è smagnetizzata. Ne ebbi la conferma con una seconda cassetta, dei GN’R. Mi fermai per cercarne una che fosse rimasta intatta. Trovai una compilation dei Beatles che sembrava in buone condizioni. La azionai e finalmente lo stereo tornò a trasmettere musica. Di pessima qualità, però. Non per la musica dei Beatles, intendiamoci, ma proprio per il suono. Erano più i fruscii che le note, sembrava una registrazione d’epoca. Non potei resistere a lungo a quello strazio, così tolsi la cassetta e accesi la radio. La mia stazione preferita era saltata. Attivai la ricerca automatica delle frequenze. Teoricamente, in pochi secondi avrei dovuto trovare una stazione. Invece niente, e quando abbassai lo sguardo sul display mi accorsi che correva a velocità folle dagli 87.5 ai 108 MHz senza trovare una sola stazione. Non sapevo se ridere o piangere, era impossibile che fossero saltate tutte le radio ‘Proviamo con l’AM’ mi dissi, e disattivai la modulazione di frequenza. L’AM funzionava e stava trasmettendo Ruby Tuesday dei Rolling Stones. La ascoltai per un po’, poi cercai altrove. Su un’altra stazione c’era Bob Dylan, con Mr. Tambourine Man. ”Let me forget about today until tomorrow” Non potei fare a meno di pensare che erano dischi in classifica tanti anni prima, forse anche quella fatidica sera in cui avevamo deciso di vestirci da spettri. ‘ Ma che è, una serata revival?’ reagii infastidito, e azionai di nuovo la ricerca automatica. Sembrava ci fossero solo tre canali, e il terzo trasmetteva quello che sembrava un notiziario, ma mi accorsi subito che c’era qualcosa di strano ‘ Questa mattina il presidente degli Stati Uniti d’America, in visita a Nuova York ha parlato dell’intervento in Vietnam, rassicurando la folla accorsa ad assistere al suo discorso. Intanto, la polizia disperdeva i numerosi manifestanti pacifisti i quali…’spensi immediatamente, infastidito dalla voce metallica del cronista, più che dalle parole. Probabilmente trasmettevano documenti d’epoca. Provai a cercare manualmente una stazione, ma appena la toccai, la radio si spense. E immediatamente dopo anche la macchina. Così, senza preavviso, senza che si illuminasse una qualche spia rossa o qualcosa del genere. Semplicemente si spensero motore e quadro di comando, come se qualcuno avesse staccato i fili. Ero fermo in mezzo alla strada deserta. Provai a rimettere in moto, ma né motore né batteria diedero segni di vita, come se non esistessero. Presi il cellulare, ma ovviamente non c’era campo, e appena lo toccai per provare a fare una chiamata d’emergenza, la batteria si scaricò e il display si spense. Non potei far altro che scendere dalla macchina. Aprii il cofano, dentro sembrava tutto a posto, ma io di motori non ci capisco un’acca. Comunque c’era poco da capire, la macchina mi aveva abbandonato e dovevo farmela a piedi. Non doveva mancare molto, ma non riuscivo ad orientarmi bene perché quella strada, di notte, sembrava diversa. Non c’erano molti lampioni, e così le case, i cartelli, il paesaggio, insomma tutte quelle cose che potevo prendere come punti di riferimento, erano inghiottite dalle tenebre. Salii sul marciapiede e mi incamminai sul sentiero alberato, di cui non vedevo l’inizio né la fine, ma solo il breve paesaggio cui passavo affianco, e che mi sembrava tutto uguale. Non è così anche la vita? Proseguii per non so quanti minuti. Anche se non riuscivo ad orientarmi, dovevo essere ormai arrivato. Non c’era possibilità di sbagliare, da casa mia al lavoro bisognava percorrere un’unica strada dritta, senza mai abbandonarla, e mi trovavo subito nel parcheggio. Invece ero in strada ormai da mezz’ora e non ero ancora arrivato. Era troppo buio per guardare l’orologio, ma doveva essere mezzanotte e un quarto, forse la mezza. Più o meno l’ora in cui, tanti anni prima, i miei amici ed io avevamo terminato di spalmarci la faccia di bianco, di passarci il nero sotto gli occhi e vestirci con dei sacchi che dovevano occultare le nostre fattezze. Ci eravamo guardati nello specchio e quasi eravamo morti di paura. Sembravamo davvero degli spettri come si vedevano nei fumetti di paura che qualcuno faceva girare a scuola, o come in certi film americani che andavamo a vedere al cinema, di nascosto. Ma i trucchi di quei film erano meno riusciti di quelli che avevamo escogitato noi, o almeno era la nostra impressione. Uscimmo fuori, correndo da un lato all’altro della strada deserta, lanciando urla e agitando le torce elettriche che tenevamo sotto i vestiti e che contribuivano a circondarci di luce. Passarono solo un paio di auto, e noi ragazzi ci divertivamo ad attraversare la strada all’improvviso mentre i fari delle auto illuminavano le nostre spaventose fattezze. Più di un’auto rischiò di sbandare e finire fuori strada. Il divertimento però non era come l’avevamo previsto. Spaventare gli automobilisti non dava soddisfazione, non potevamo goderci le reazioni e in più rischiavamo di venire investiti. Ci eravamo conciati in quel modo perché volevamo spaventare i passanti, ma purtroppo si era fatto tardi, e a piedi non passava più nessuno. Non mi ricordo chi di noi, forse proprio io, propose di andare a suonare alle porte delle case, farsi aprire e spaventare la gente. In quella zona non c’erano tanti condomini, la maggior parte degli edifici erano case isolate, a due piani, con l’ingresso direttamente sulla strada. In alcune case, le luci erano ancora accese. Decidemmo di separarci e dividerci l’isolato in quattro zone di appartenenza, quanti eravamo. Avremmo dovuto suonare e farci aprire, o almeno spingere le persone ad affacciarsi alla finestra e osservare la loro reazione quando ci vedevano. Se si spaventavano, era un punto, se si limitavano ad aprire e guardarci, mezzo punto. Non c’era un giudice, facevamo affidamento sulla nostra buona fede. In palio per chi faceva più punti c’era una squadra del Subbuteo pagata dagli altri tre - Io quella zona non la voglio- dissi immediatamente, dopo esserci suddivisi l’isolato - Una zona vale l’altra- ribatterono gli altri –hanno tutte lo stesso numero di case- - Sì, ma nella mia c’è…- quasi mi vergognavo a continuare la frase. Gli altri avevano capito, e se la ridevano - Dì un po’, non avrai mica paura dell’Orco?- L’Orco, lo avevamo soprannominato così quando eravamo più piccoli, era un uomo di età indefinibile, forse sui quaranta, forse sui cinquant’anni, che abitava in una di quelle case. Lo chiamavamo così perché era grosso, curvo, peloso e spaventava i bambini. Non parlava con nessuno, si diceva che bevesse e le nostre mamme ci raccomandavano di stare attenti quando giocavamo lì vicino - Non è che ho paura- ribattei –solo che se mia madre sa che sono andato da quello…- - E tu non glielo dire- - Una volta sono andato da lui- disse Claudio, con il suo fare da adulto –per una raccolta della chiesa. È stato molto gentile- Non ci credevo, lo diceva per darsi arie, ma non potevo passare per codardo. Così accettai. Diedi un taglio ai ricordi. Mentre ricostruivo quelle scene di trent’anni prima avevo di nuovo perso la cognizione del tempo. E non ero ancora arrivato a destinazione. All’improvviso qualcosa ruppe il silenzio della strada. Un vago suono il lontananza che si faceva via via più distinto superando gli alberi. Era una canzone. Una vecchia canzone. Una voce suadente, una chitarra in sottofondo. Era Elvis, senza dubbio. E qualche secondo più tardi riconobbi anche la canzone, Don’t be cruel. Le coincidenze cominciavano ad essere troppe. Già, perché anche quella notte di tanti anni prima avevo sentito risuonare quella stessa canzone. Dalla casa dell’Orco. Quindi era in casa ed era sveglio, avevo pensato, avvicinandomi al cancello. I miei amici erano già spariti dietro l’angolo e io cominciavo a sudare freddo, tanto che temevo che il trucco cominciasse a sciogliersi. La canzone di Elvis da un trentatré giri continuava a suonare senza soluzione di continuità. Suonai il campanello e attesi un minuto abbondante, ma l’Orco non venne ad aprire. Forse la musica copriva il suono del campanello, o forse stava dormendo. Ero tentato di andarmene, e mi allontanai di qualche passo. Ma poi mi tornò in mente la squadra del Subbuteo. Ci tenevo troppo, e se l’avessi persa per un solo punto e per colpa della mia vigliaccheria non me lo sarei perdonato. Così tornai indietro e suonai di nuovo al citofono. Non rispose nessuno, ma mi accorsi che il cancello non era chiuso bene. Mi feci coraggio, lo aprii e mi incamminai nel breve vialetto che portava alla casa. La porta era chiusa, suonai al secondo campanello e bussai sul legno della porta. Stavolta mi aveva sentito, prima ancora che dai passi me ne accorsi perché il volume della canzone era stato bruscamente abbassato. La porta si aprì lentamente, come nei film dell’orrore, accompagnata da un lugubre cigolio. Io mi ero preparato per urlare e far saltare di paura l’Orco, ma fu tutto vano perché lui, dopo aver fatto scattare la serratura della porta, si voltò immediatamente per rientrare in casa, e non mi degnò neanche di uno sguardo. Rimasi come un ebete sulla soglia, ad osservare la schiena dell’Orco, che camminava chino, sbilenco, con una bottiglia di birra quasi vuota che gli penzolava dalla mano - Entra, che aspetti?- mi disse, come se attendesse la mia visita. E rientrò nella stanza da cui proveniva la musica. Mi decisi a seguirlo. Mi fermai un attimo prima di entrare nella stanza, mi sforzai di assumere un’aria truce ma era impossibile. Come si fa a mettere paura quando si è terrorizzati? Pensai di nuovo alla squadra del Subbuteo, volevo il Venezia, che era quello con più colori. E avrei insistito perché il mio punteggio valesse doppio, visto che ero entrato in casa dell’Orco. Forte di questo pensiero, spiccai un salto ed entrai nella stanza - Buu- urlai all’indirizzo dell’Orco. Lui mi guardò severo. Aveva i capelli mossi e lunghi, il viso faceva pensare ad un leone, era ispido per la barba di tre o quattro giorni. Non mosse un muscolo, continuò a guardarmi per quella che mi sembrò un’eternità. E poi scoppiò a ridere. Fu una risata agghiacciante, improvvisa, che sembrava scuotergli le viscere, come un ruggito - Come ti sei conciato, ragazzino?- disse, cercando di riprendersi dall’ilarità. Non sapevo che dire. Addio squadra del Subbuteo, pensai. Ma forse, se avessi preso qualcosa dalla casa per dimostrare ai miei amici che ero davvero entrato, potevo avere ancora qualche possibilità. Mi guardai intorno. La casa era immersa nell’oscurità, l’unica fonte di luce era una abat-jour di pochi watt, che diffondeva una luce gialla e sporca. Lui era spaparanzato sul divano, con addosso dei pantaloni di una tuta da lavoro e una camicia a scacchi da boscaiolo, sudicia, e mi osservava incuriosito. Poi vidi quello che c’era sul divano. In un primo momento non me ne ero accorto perché era mezzo infilato nella fessura del bracciolo, ma non c’era dubbio, era il primo numero di Diabolik. Il primo numero originale di Diabolik. Nonostante fosse di appena una decina di anni prima, era introvabile e valeva una fortuna. Se lo avessi avuto sarei stato ricco. Altro che una squadra, potevo comprarmi tutto il campionato di Subbuteo. L’Orco seguì il mio sguardo e sembrò leggermi nel pensiero. Prese l’albo e lo sfogliò simulando voluttà - Bello, vero? L’ho trovato proprio oggi in cantina, non ricordavo neanche di averlo. Io non so che farmene, potrei anche regalartelo- mi guardò –non ti piacerebbe?- - Sì, signore- riuscii a dire, con la bocca secca - Cos’è, hai paura? Su, avvicinati. Se sei un bravo ragazzo posso anche regalartelo- Non sapevo cosa fare, ma la tentazione era troppo forte. Mi avvicinai con gli occhi fissi sull’albo. Non poteva essere rimasto in cantina per tanti anni come aveva detto lui, era in ottime condizioni. E allora capii che lui mi aveva visto arrivare dalla finestra, e si era preparato. Mi guardava con gli occhi iniettati di sangue e infossati nella faccia, e con un’espressione che non avrei mai dimenticato. Sembrava seduto comodamente, con un braccio a penzoloni oltre la spalliera del divano. Lo anticipai, quando alzò di scatto il braccio. Nella mano stringeva un bavaglio. Avevo già intuito che c’era qualcosa di strano. Mi misi a urlare e corsi fuori dalla casa, senza che l’Orco potesse raggiungermi. Così era finita quella notte di tanti anni fa.
Adesso, a trenta e passa anni di distanza, mi trovavo di nuovo da solo nella notte del 2 novembre, la notte in cui i morti tornano a vagare sulla Terra, secondo le tradizioni popolari. E di nuovo mi ritrovavo a sentire le note di quella canzone di Elvis che, a giudicare dalla qualità del suono, non sembravano provenire da un impianto hi-fi ma da un vecchio giradischi. Finalmente, dopo il suono, vidi la prima luce da parecchi minuti a quella parte. Era una lampada alogena sopra il portoncino d’ingresso di una casa, rischiarava solo il piccolo porticato, che mi era sorprendentemente familiare. Un debole raggio della lampada arrivava anche a rischiarare la targa con il numero civico e il nome della via. Mi chinai per leggere, e sobbalzai. La via era quella in cui lavoravo, ed il numero civico era proprio quello del palazzo in cui facevo il custode. Ma il palazzo non era quello, al suo posto c’era una palazzina di due piani, con ingresso sulla strada. La riconobbi. Non c’era dubbio, era la casa dell’Orco. Ma non era possibile, io dopo quella notte lo avevo denunciato, lui era stato arrestato, e poi aveva lasciato la città, la casa era stata abbattuta e al suo posto, ironia della sorte, era sorto il palazzo in cui anni dopo sarei andato a lavorare. Avevo anche assistito alla demolizione di quella casa. O no? Sentivo la testa che mi scoppiava, i ricordi si accavallavano a spezzoni di sogni e incubi, che acquistavano la vividezza di vita vissuta o di film che avevo visto. In quel momento non avrei potuto dare niente per certo, ero assalito dal dubbio di essermi inventato tutto. E per tutto intendo anche la mia stessa vita. Toccai il cancello. Era freddo e umido come quella sera. E come quella sera era aperto. Lo spinsi ed attraversai il breve vialetto ghiaioso. Arrivai alla porta, la stessa porta di legno rinforzato agli angoli. Suonai il campanello. Sentii la voce di Elvis che si faceva più soffusa, poi lo scatto della porta. Girò sui cardini con lentezza esasperante, accompagnata da un cigolio - Entra, che aspetti?- disse una voce pastosa. L’uomo che aveva aperto la porta non mi aveva neanche guardato. Mi aveva voltato le spalle e si incamminava nella stanza da cui proveniva la musica. L’uomo era curvo, con folti capelli grigi, e dalla mano pendeva una bottiglia di birra quasi vuota. Non riuscivo a formulare un pensiero compiuto. Entrai e lo raggiunsi. Non lasciai che si sedesse. Lo strattonai perché si voltasse a guardarmi. Era lui. Invecchiato di trent’anni, ma era lui senza dubbio, la stessa faccia rincagnata, la fronte bassa, il portamento da rapace - Ehi, e tu chi sei? Non era te che stavo aspettando- sentii che diceva, ma le sue parole mi rimbalzavano addosso senza che riuscissi a connettere. A patto che potesse essere ancora vivo, non poteva, non doveva abitare lì, in quella casa, che era stata abbattuta tanto tempo prima. Ma in una frazione di secondo tutti i miei dubbi si sciolsero e finalmente capii. Capii - Sono venuto a prenderti- gli dissi, fissandolo negli occhi da felino ferito –è giunta la tua ora, finalmente. Ti starai chiedendo chi sono. Eppure mi conosci, anche se mi hai visto quando avevo appena dodici anni o giù di lì. Sono diventato grande, o meglio, sarei diventato grande se tu non mi avessi ucciso- Sbarrò gli occhi, si guardò velocemente intorno alla ricerca di una via di uscita. Non ne aveva, e provò a gridare. Dalla gola gli uscì solo un rantolo, seguito da un fiotto di bava. I muscoli si irrigidirono, la bottiglia di birra cadde a terra in mille pezzi. E poi cadde a terra anche lui, cercando di slacciarsi la camicia a quadri per respirare, ma inutilmente. Attacco di cuore, la causa di morte più diffusa. Mi ci erano voluti trent’anni, ma alla fine l’avevo terrorizzato. Aspettai che esalasse l’ultimo respiro, poi uscii e c’era la luce, era tutto azzurro, luminoso, e anche la mia mente si schiarì. Quella sera di tanti anni prima non ero riuscito a scappare. Quell’uomo mi aveva afferrato e imbavagliato. Il mio corpo non era mai stato trovato, la mia anima non aveva trovato pace. Mi ero così convinto di essere vivo, di essere fuggito, e mi ero costruito una vita immaginaria, mi ero inventato che lui era stato smascherato, e avevo proseguito nell’immaginarmi quella esistenza che non avevo potuto vivere e che era andata avanti finché non era scoccata l’ultima ora per l’Orco, quando tutta la mia vita sognata era andata in frantumi e il mio mondo parallelo si era di nuovo incrociato con quello reale. Corsi e ricorsi. La Morte aveva deciso di sorprenderlo, e di mandarmi ad annunciarla, proprio nella notte del 2 novembre, la notte in cui morti tornano a vivere, la notte in cui aveva compiuto una delle sue tante efferatezze, la notte in cui ero la Morte. La notte in cui, tanti anni prima, ero morto.
_oO°ZaNzA14iNlOvE°Oo_
non una parola sul trekking...perchè per me...
è stato un fiasco totale...
e cn qst ho dtt tutto...ma kissenefrega,,,le cattivie di quegli sfigati non sono riuscite a torgliermi il sorriso...
io sono ancora felice...e qst loro non lo sanno...
sono ancora felice e finchè sarò felice non smetterò di dirlo...
sonofelicesonofelicesonofelicesonofelicesonofelice
e non me ne importa di niente e di nessuno perchè qst mia felicità solo una persona è in grado di spezzarla...e per ora non l'ha ANCORA FATTO... PER ORA NON HA FATTO NIENTE...si è vero non è una cosa ne bella ne brutta... ma a me va bene così...perchè io vivo di lui...vivo dei nostri sguardi vivo del nostro passato... 
e spero che un giorno...
vivrò di un nostro futuro,,,
October 24 ciao a tutti,,,
io davvero...non ci posso credere...finalmente...dopo tanto tempo...posso finalmente dirlo...chiedimi se sono felice?
si...oggi...sono felice...ho paura a dirlo...ma me ne sbatto...sono felice...e lo voglio urlare al mondo intero...
sono feliceeeeeeeeeeeeeeeee!!!
sonofelicesonofelicesonofeliceeeeee!!!
ah...adesso sto meglio...però non voglio illudermi...non ci voglio pensare...povera indy...
che oggi mi ha dovuto subire...mamma mia...quanto ho aspettato qst momento...
però ho paura...ho una paura folle che tutto qst possa finire da un mometno all'altro...
ho paura che invece di vedere una porta che si riapre---
vedo solo un miraggio che svanisce piano piano...
ho davvero tanta tanta tanta paura...
paura di ricaderci paura di illudermi di nuovo...paura di sognare qualcosa...
che non accadrà mai... 
_oO°ZaNzA14iNlOvE°Oo_ October 20 < P align=center>
..ѕN MaLaTa di uNa MaLaTTia iNkυRaBiLe.. ..qUeLLa MaLaTTia kE тi fa kiuDeRe Lo ѕToMaCo.. ..qUeLLa MaLaTTia kE тi fa CaMMiNaRe 3 MeTRi sOpRa iL ciELo.. ..qUeLLa MaLaTTia kE тi ReNDe ѕTRaNa, PeNsieRoSa e TeRRiвiLMeNтe RoMpiPaLLe.. qUeLLa MaLaTTia di cUi тUттi vORReBBeRo eSѕeRe viTTiMe Ma c'è MoLta pAuRa di sOffRiRNe tRoPpO.. qUeLLa MaLaTTia kE тi fa ѕoRRiDeRe aNcHe qUaNDo υNa LaCRiMa тi ѕFioRa iL νiSo ..qUeLLa MaLaTTia deLLa qUaLe tUtti sONo a kOnOsCeNzA Ma kE nEsSuNo sA sPieGaRe.. ..qUeLLa MaLaTTia kE тi fa ѕENтiRe DeNtRo υNa sTRaNa FeLiciTà e kE Ti fa DiMeNtikaRe tUttO qUeLLo kE hAi iNtoRnO.. ..qUeLLa MaLaTTia kE ti fa PaSѕaRe MoMeNтi iNdiMeNтiCaBiLi e aTTiMi kE nN si RipeTeRaNno MAi.. ..qUeLLa MaLaTTia kE Ti fA diSeGNaRe cUoRi e iNiziALi DaPeRtUttO.. ..qUeLLa MaLaTTia faCiLe Da pReNDeRe Ma DiffiCiLe Da cURaRe, xké pUò cURaRLa uNa xSoNa sOLa e nN si tRattA dEL dOTToRe.. ..qUeLLa MaLaTTia kE ѕi pReNDe MoLTe νOLte NeLLa νiTa.. Ma kE sOLo υNα νOLta è qUeLLa νERa.. ..qUeLLa MaLaTTia kE тi fa fARe cOSe kE nN aVReSti мAi MiniMaMeNte iMMaGinAto e kE pOi RipEnSaNDoCi Ti Fa sORRideRe diCeNDo fRa Te e Te "..nN è pOsSiBiLe..".. ..qUeLLa MaLaTTia kE ReNDe fRaGiLe aNke La xSoNa + dURa dEL MoNDo.. ..qUeLLa MaLaTTia Di cUi pRiMa o pOi tUtti vERRaNNo cOnTaGiaTi.. ..qUeLLa MaLaTTia kE MoLTe vOLte nN si aMMeTTe di aVeRe x pAuRa di aPpARiRe DeBoLi.. Ma dELLa qUaLe aLLa fiNe iL cUoRe è sUpER MaLaTo.. ..Sì, iO sN MaLaTa.. ..MaLaTa di qUeLLa MaLaTTia.. qLL MaLaTTiA kE tUtti kiAMaNo ..."AMORE"...
http://badgirlvale92.spaces.live.com/default.aspx
questo intervento è opera di valentina...e qst è il link del suo blog...mi sembrava giusto farlo sapere... Sorriderai E ti rivedo come sei Incrocerai Lo sguardo mio per poi dirmi addio E mentirei Se ti dicessi "ora vai" Oramai… oramai
A chi mi dice Che tornerai Non credo oramai Oh... a chi ti dice Che sto male pensandoti Tu sorridi voltandoti Verso lei
Indosserai Sorrisi, allegria ma senza magia Non piangerai
Perche' tu non riesci a perdere mai Ma lo sai... Ho perso tutto e tu non perdi mai Oramai... oramai
Ma a chi mi dice Che tornerai Non credo oramai Oh...a chi ti dice Che sto male pensandoti Tu sorridi voltandoti Verso lei Oh...a chi ti dice Che sto male pensandoti Tu sorridi voltandoti Verso lei
Sorriderai Nulla ha più senso, ora no E girerò le città Ma non ti scorderò
Oh ahhh Come mai (oh no non mi odierai) Io sto male pensandoti Tu sorridi voltandoti Verso lei
Oh... a chi mi dice Che tornerai Non credo oramai Oh... a chi ti dice (ormai) Che sto male pensandoti Tu sorridi voltandoti Verso lei Verso lei... sorriderai...
e ti rivedome sei...
ai,lo sguardo mio per poi dirmi addio...
e mentirei...se tio dicessi ora vai...oramai...oramai..
_zAnZa14InLoVe_ October 17 ma dio can quanto mi fanno incazzare ste cose...
ma dico io...se volete parlare vi prendete i contatti e parlate quanto cazzo volete...
esiste M.S.N!!!cioè,,,scusate usate il mio blog come se io non esistessi...
come se fosse semplicemente un mezzo di comunicazione...e mi da fastidio...
IO ESISTO!!!E POI QUALCUNO PRIMA DI GIUDICARE IL MIO INTERVENTO HA PENSATO CHE MAGARI C'ERA UN MOTIVO SE HO SCRITTO TUTTE QUELLE COSE!adesso quella se la starà ridendo pensando che perfino i miei amici mi danno contro!ma dio porco qualcuno si è chiesto perchè IO,persona che cattiverie gratuite non ne ha mai date,IO...ABBIA SCRITTO QUELLE COSE???ma no...tutti li a giudicare e a dare paglia a quella cazzo di terrona,,,
io non ho niente contro i terroni ma potevate sostenere il mio gioco e poi chiedermi il perchè
di tanta cattiveria,,,ma quando mai,,,chiedo troppo sforzo cercare un aiuto...
cercare un appoggio...sapete che non è un bel periodo...cazzo lo sapete.,,,
ma va beh io ho finito di parlare...questo è l'ultimo intervento per una setimana...
ho fatto un ascommessa,,,hihi alla settimana prossima...ciaooooooooooooooooooo October 16 queste sono le ultime parole che spreco per una come te...
sei solo una terrona del cazzo...
ignorante e stupida,,,
basta,,,non voglio più sentir parlare di te...
tu pensa che capacità che hai...
riesci an scassare i coglioni per fino da napoli!
ma vai a scuola va...
Sapete tutti voi che cazzo dovete fare???
dovete andare a fanculo con tanti saluti...!!!
mi avete veramente fatto girare i coglioni!vete tolto le parole di bocca
deludendomi con tutte le vostre cattiverie!
a ma a desso parlo io...adeso vi risputo addosso tutto il veleno che mi avete igniettato nel sague...
brutti serpenti velenosi del cazzo!
a cominciare da te NAPOLETANA,,,
ma chi cazzo ti credi di essere!solo il fatto che ti credi così superiore a noi
dimostra il tuo quoziente intellettivo...e la tua "maturità"...
ma ti sei vista???io ti ho anche difesa...
ma ritiro tutto...manuel è uno stronzissimo bugiardo ma una cosa buona l'ha fatta
ti ha presa per il culo...figa c'hai 18 anni e sei matura
quanto un limone acerbo...ma svegliati!
e non azzardarti a lasciare commenti e cose varie...
non ti permettere perchè verranno immediatamente cancellati...
manuel veramente...tu ti meriti qst e altro ma ho già sprecato abbastanza fiato per te...
mi fate pena tutti e 2!
andate all'inferno!
tu sonya,,,ormai io ti ho già dtt qll che penso e a ciò che ha detto ruzze
do peso relativamente...
io non ho mai avuto niente contro di te...
mai...ma 'ultima volta proprio non mi è andata giù...
ora la gente deve smetterla di prendermi per il culo!
io non ho mai detto cattiverie gratuite(vero stitch?)
non ho mai sparlato dietro a nessunoa meno che lui o lei non lo sapessero già---
non ho mai preso per il culo ne i miei amici ne gli sconosciuti...
ho sempre dato un peso ai miei gesti e se ho sbagliato
mi sono assunta le mie responsabilità---
quindi per cortesia adesso vorreis olo un po di pace...
pace per metabolizzare gli avvenimenti accaduti...
non voglio novitàne belle nbe brutte...
voglio solo che tutti quantio mi lasciate in pace!!!
avete capito??? October 15 Com’è vero il detto :non si finisce mai di imparare…io proprio non capisco…va beh che in qst periodo non ce sto a capì più niente…
La gente sta impazzendo…sta letteralmente impazzendo.. e le persone continuano imperterrite a deludermi…sempre di più…e quelle che mi deludono sono quelle a cui tengo di più…e io non posso farci proprio niente…continuo a ripetere a me stessa che ormai non mi stupisce più niente,ma alla fine trovo sempre qualcuno che riesce a farmi rimanere a bocca aperta…forse le persone ci provano gusto…lo fanno apposta o forse non se ne rendono conto…ma lo fanno…lo fanno e basta…anche se ti vogliono bene…io veramente non capisco manu…perché?perchè tutte quelle bugie?perchè tutte quelle prese in giro???PERCHE’???nonè stata una cosa importante la nostra ma non avevi nessun diritto di prendere in giro ne me ne sonya e nemmeno l’altra ragazza di Napoli…sai cosa ti dico?che mi hai delusa come poche persone hanno fatto in tutta la mia vita..e la storia di Alessia?sarebbe stata lei a raccontare la bugia che noi usciamo ancora alla napoletana vero?si come no…e io scema che ci ho anche creduto…bugiardo bugiardo e ancora BUGIARDO!!!sai me ne sono accorta solo adesso di quanto tu sia faslo…sei uno schifosissimo falso e adesso sei solo…solo come ti meritavi di rimanere fin dall’inizio…e io che non credevo a nessuno…non credevo a sonya…sam…vera…miky…non credevo a nessuno ti ho dato la mia completa fiducia e che ho ottenuto…un miraggio…un’illusione…sei solo uno stronzissimo bugiardo…ma stai tranquillo hai avuto quello che ti meriti…volevi allontanare tutti da te e cel’hai fatta…ora sarai contento…e tu monica…ma che cosa ti è successo…dov’è finita la monichina di una volta?dov’è finita la monichina che chiamavo stitch…tu non sei la mia piccola stitch…la mia piccola stitch non avrebbe mai cercato i miei punti deboli per colpirli…così…senza motivo…non ho ancora capito se sei semplicemente diventata sadica o se ti hanno fatto il lavaggio del cervello…non lo so…so solo che uno non può cercare i punti deboli di una sua cara amica,apposta per colpirli…apposta per farle del male…e la sua giustificazione è che…voleva farle vedere quanto è cambiata…voleva vedere quale fosse stata la sua reazione…voleva sentirsi dire :ci sono rimasta di merda…no,…qst non è un comportamento da persona normale…da una parte capisco quello che mi vuoi dire..ma mi dispiace la mia parte normale non capisce ancora...e io basta...ho finito di parlare... vi dico solo:
pensate bene a quello che avete fatto---
pensate a quello che avete detto o scritto...
pensate alle parole alle falsità...
pensateci...
e forse dopo...potrete venire a rimproverare me... October 12
A QST VIDEO IO ERO PRESENTE...BEI RICORDI...ADESSO...è TUTTO UNO SCHIFO...
_oO°ZaNzA14iNlOvE°Oo_ October 11
L'ho visto la prima volta all'uscita della scuola, seduto sul suo motorino senza marmitta, con in bocca una sigaretta spenta.
 Si avvicinò alle mie amiche, ma loro si allontanarono. Si avvicinò a me e mi chiese: "Hai da accendere". Gli risposi: "No, mi dispiace, non fumo".
 Chiesi di lui alle mie amiche e mi risposero: "Non t fidare, è un ragazzaccio!" Chiesi di lui al mio prof: "Sta sempre in giro, fuma e si droga!".
Lo incontrai il giorno seguente, sempre all'uscita d scuola... Mi salutò e mi diede la sua mano tremante Gli chiesi: "Ti buchi?" Senza rispondere mi disse: "Mio padre è un'alcolizzato e mia madre fa la bella vita... Non è facile vivere!"
 Gli chiesi se qualcuno che si preoccupasse ci fosse. Non rispose. "Spero di rivederti presto" gli dissi. Lo guardai, Aveva le lacrime agli occhi. Mi chiese: "Mi dai il tuo diario?"
 Pochi giorni dopo venne da me in classe un suo amico, con il mio diario in mano, gli chiesi se fosse malato e quello mi rispose: "Come non lo sai?! Il 27 Maggio è morto!!" Corsi nella sua classe,
 mi misi sul suo banco a piangere... Ho preso il mio diario tra le mani e l ho aperto al 27 Maggio c era scritta solo una cosa:
"RICORDAMI!"
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October 09 ciaooooooo...
raga...forse mi piace un ragazzo...non è molto che lo conosco...
però non so...mi piace,,,almeno credo...non è fighissimo...è carino..
però mi attira...non so nemmeno perchè,..si peccato che a lui io non piaccio...
a lui piace un'altra,,,uffa,,,la mia solita sfiga...che du coglioni...
peccato perchè io mi ci vedrei anche insieme a lui,.,però è cosìche va la vita...
ma a me non me ne importa piùniente...adesso cerc di pensare solo a me stessa e basta...
domani io orsetto e gli altri facciamo un'altra uscita come qll di ieri...
madò non vedo l'ora...minchia quanto mi manca il mio confidente.,..
il mio piccolo orsetto bear...quanto tempo è passato...2 anni che non siamo più in classe insieme...
eppure sembra solo ieri che stavamo in banco insieme,,,
eravamo io lui e la ariel...proprio davanti alla cattedra...
bei tempi...quanto mi manca...speriamo che torni tutto come prima...
orsettttttttto mi maaaaaaaaanchiiiiiiiiii!!!un bacio
_oO°ZaNzA14iNlOvE°Oo_ October 08 ciao a tutti...
miiiiiii finalmente una bella giornata,,,dopo tanto tanto tempo...
veramente una giornata fantastica...
stamattina all'intervallo ho fatto pace con cosi,isola diego e avanzo...
si anche se boh...non penso sarà più come prima...
mi hanno fatto davvero tanto tanto male...sul serio...
poi oggi pome ho dtt a dade e cresta di uscire...sono andata nel retro...
porca vacca tempo che arrivano dade e cresta vedi che arriva tutto il convitto...
figa antisgamo,,,cmq siamo stati un pochettino li poi io dade cresta otto seba mauro sacchi orsetto e il suo amico siamo usciti siamo andati al gulliver e a fare gli idioti in via emily...mi sono troppo divertita,,,davvero...
sono qll giornate che ti fanno rispuntare il sorriso sulla faccia...
sono qll giornate che ti fanno0 tornare la voglia di vivere...
anche se dentro vorresti morire...perchè sai...che senza di lui...
vivere sarebbe intutile...
PS:un grazie particolare alla mia stitch che mi lascia sempre un commentino...
grazie piccola...grazie di non avermi dimenticato...
ti voglio trooooooooooooooopppppppppppppppppo bene...!!!
I'M THE BEST...FUCK THE REST! October 07
E ritorno da te nonostante il mio orgoglio Io ritorno perché altra scelta non c´è... Ricordando i giorni a un `altra latitudine frequentando i posti dove ti vedrei Recitando il gesti e le parole che ho perso... E ritorno da te dal silenzio che è in me...
 Tu dimmi se c´è ancora per me Un `altra occasione, un `altra emozione Se ancora sei tu ancora di più un `altra canzone fresca e nuova Tu dimmi se ormai qualcosa di noi c´è ancora dentro gli occhi tuoi, Oh no...gli occhi tuoi

E ritorno da te perché ancora ti voglio E ritorno da te contra il vento che c´è Io ritorno perché ho bisogno di te

Di respirare fuori da questa inquietudine E ritrovari mani forti su di me E non sentirmi sempre così fragile

Tu dimmi solo se c´è ancora per me Un `altra ocasione, un `altra emozione Dimmi si ancora sei tu ancora di più la nostra canzione che risuona Tu dimmi se ormai qualcosa di noi c´è ancora dentro gli occhi tuoi, oh no...

Se ancora sei tu Una canzione fresca e nuova Tu dimmi se ormai qualcosa di noi c´è ancora dentro gli occhi tuoi, Oh no...gli occhi tuoi

Dimmi solo se c´è e ritorno da te
_oO°ZaNzA14iNlOvE°Oo_
October 06 io...
io davvero sono allibita...non so più che dire...
o cosa pensare...non so nemmeno cosa scrivere...
non ho parole...
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